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Serata benefit per Christian e AndreaSerata benefit per Christian e Andrea due compagni antifascisti detenuti nelle carceri tedesche per aver partecipato ad azioni antifasciste e costretti al loro interno solo perche' continuano a dichiarare il loro antifascismo
Lettera apertaAncora una volta, a Verona, nel nostro paese, una vita è perduta per l´aggressione da parte di giovani che hanno come idea guida il razzismo, l´intolleranza del diverso. L´uso della violenza fisica e verbale è segno di una scomparsa della capacità critica che spinge il violento a proclamarsi giudice e boia del suo avversario dichiarato o anche di qualsiasi categoria egli senta come nemica. Il razzismo,come caccia al diverso, allo straniero, al povero, al deviante, a chi non accetta di appartenere al gruppo; la cultura sessista, omofoba, intollerante, escludente che nasconde la paura e l´incapacità di misurarsi con altre culture, di mettersi in discussione; la mitizzazione e l´uso della forza, delle armi, dei coltelli che vengono sfoderati e mostrati in ogni occasione; la diffusione di numerose bande di adolescenti che incombono sui quartieri di periferia portano un unico segno, quello dell´ideologia della sopraffazione, dell´odio per le minoranze e le diversità. Sono figli di una mistica razzista che si richiama ai principi fondanti dell´ideologia fascista e nazista. Nelle stanze di chi ha ucciso Nicola Tomassoli a Verona sono stati trovati i simboli del fascismo e del nazismo. Sulle braccia di chi ha ucciso Renato Biagetti a Roma erano tatuati i simboli della estrema destra. Non vedere le dimensioni di questi fenomeni, anzi continuare a darne interpretazioni riduttive significa non capire che non stiamo parlando di `gruppetti´ e meno che mai di nostalgici ma di una parte di giovani italiani che guarda al passato non solo come insieme di simboli ma come prova che si può passare all´azione contro un mondo che non funziona e non può funzionare proprio perché è democratico e tollerante. Eppure questa violenza non si cancella con le rivisitazioni della nostra storia ma piuttosto nel cercare di conoscere e capire come e perchè si senta "escluso" e "potente" chi vive come una gara e una sfida costante la vita della polis, qualunque sia la sua situazione geografica e anagrafica. Le istituzioni, i massmedia, gli uomini di cultura sono chiamati a rispondere rispettivamente della loro inerzia e dei tanti opportunismi che, anche in queste ore, permettono di dare dignità di analisi socio-politica a quelle che sono solo pericolose farneticazioni. Se solo al primo assalto, alla prima aggressione, al primo saluto romano, fossero state applicate tempestivamente le leggi che in Italia mettono al bando il fascismo e il razzismo. Se solo la parola sicurezza fosse interpretata come battaglia per una cultura della tolleranza e del rispetto delle diversità. Se solo la parola antifascismo, invece di essere messa ad equa distanza dalla parola fascismo, fosse interpretata come l´azione continua dei cittadini democratici contro ogni forma di razzismo e intolleranza. Se solo continuassimo a considerarlo un valore fondante, Nicola e Renato sarebbero ancora qui con noi. E´ necessario interrogarci su cosa è oggi o che cosa può essere oggi l'antifascismo. Noi ne siamo convinte: l´antifascismo oggi significa diritti, uguaglianza, partecipazione, pace. Comitato Madri per Roma Città Aperta FREE TIBETLICEO SCIENTIFICO MORGAGNI. AULA MAGNA Venerdì 16 maggio 2008, ore 18.15. Ingresso libero FREE TIBET Il popolo Tibetano ha rialzato il capo dopo quasi sessant'anni di crudele dominazione cinese, e leva alto il suo grido di libertà. Centinaia di monaci e laici barbaramente uccisi, imprigionati, torturati. Noi vogliamo testimoniare, principalmente con le note di una "musica dell'anima", la nostra vicinanza e solidarietà con le istanze di libertà di questo popolo antico e coraggioso, nella cui cultura e tradizione spirituale riconosciamo quei valori universali che rappresentano la parte migliore del nostro essere Uomini. Partecipano i musicisti: Siamak Guran (voce, tambur, tar, daff) Stefano Corbi, Corinna Ricci, Antonello Brandi (presidente della Laogai Research Foundation Italia) ,Fereydoun Rangrazi, Dechen (rappresentante Associazione Donne Tibetane in Italia) Liceo Morgagni, via Fonteiana 125, Monteverde, Roma. Parcheggio interno. Tel 065894887 Patrocinio commissione cultura Comune di Roma VENERDI 9 MAGGIO ORE 19 PIAZZA TRILUSSABASTA OMICIDI FASCISTI VIVA LA NUOVA RESISTENZA Un altro omicidio di stampo fascista riempie le cronache di questi giorni. Nicola Tommasoli, 29 anni, è stato assassinato a Verona nella notte del 1° maggio da una banda di cinque neonazisti. Lo hanno ammazzato a calci e pugni, colpevole soltanto di avere un aspetto non conforme, in quelle strade centrali della città veneta dove tutti i giorni vengono aggredite e insultate le persone riconoscibili come immigrate, frequentatrici dei centri sociali, antifasciste, alternative, "diverse", le stesse categorie sociali messe nel mirino dalle deliranti paranoie securitarie del sindaco Tosi, amico e alleato dei camerati scaligeri. Un omicidio che ha la sua genesi nel clima di odio e di intolleranza che si respira non solo nel Veneto ma in tutto il paese, investito dalle politiche securitarie di sindaci e politici di destra come di centro sinistra che riducono le contraddizioni sociali (e il conflitto sociale che ne deriva) a problema di ordine pubblico. Il nemico diventa il lavavetri, il baraccato, il writer, l´occupante di case, il capellone, la prostituta, lo straniero, additati come obiettivi da colpire a un´opinione pubblica spaventata da campagne giornalistiche vergognose. Si sorvola naturalmente sulle morti nei cantieri dove si lavora in nero, sulla mancanza di case a prezzi sostenibili, sul carovita, sulla precarizzazione generalizzata della vita di tutti e tutte noi, sulla devastazione ambientale. Per nascondere i problemi reali e colpire l´opposizione sociale si lanciano campagne di odio contro nemici immaginari. In questo contesto i fascisti svolgono il ruolo di braccio armato. Nella nostra città negli ultimi due anni si sono verificate centinaia di aggressioni fasciste, di assalti a case occupate, centri sociali, sedi di sinistra, singole persone. Come quella dove ha trovato la morte il nostro compagno e fratello Renato Biagetti, a Focene, reo di frequentare un luogo "di sinistra". Anche in quell´episodio si è parlato di "banale rissa", si è detto che la politica non c´entrava, si è cercato di minimizzare, come vergognosamente sta accadendo in questi giorni in merito all´omicidio di Nicola, e come era già successo a Milano quando fu assassinato il compagno Davide Cesare detto Dax. Come vergognoso è l´atteggiamento del camerata Gianfranco Fini che getta la maschera affermando essere più grave bruciare una bandiera che assassinare una persona. Come vergognosi sono stati gli atteggiamenti di "equidistanza" e di revisionismo storico assunti da tanti esponenti del sedicente centro-sinistra. Ma gli antifascisti e le antifasciste di questa città non hanno mai piegato la testa in questi anni difficili, hanno continuato a praticare l´antifascismo nella loro attività quotidiana, nelle lotte sociali, nelle relazioni, nella solidarietà, nel contrasto determinato e consapevole alle bande fasciste. Ancora più forte deve essere oggi la nostra unità e determinazione, in questa fase storica infausta che vede lo squadrista Alemanno conquistare il Campidoglio. Anche questa volta, con rabbia e con dolore, non intendiamo abbassare la testa. Invitiamo tutti e tutte a mobilitarsi venerdi 9 maggio dalle ore 19 a Piazza Trilussa a Trastevere per dare una prima risposta di "questa città ribelle e mai domata" alla violenza fascista e alla deriva securitaria. Analogamente invitiamo tutti e tutte a riempire i pulmann che ci porteranno a Verona sabato 17 maggio per la manifestazione nazionale antifascista in ricordo di Nicola. IL FUTURO CI APPARTIENE Gli antifascisti e le antifasciste di Roma VENERDI 9 MAGGIO ORE 19 PIAZZA TRILUSSA ![]() ALEMANNO: VIA LA TECA DI MEYER DALL’ARA PACIS (Pura follia)
"Credo che la Teca di Richard Meyer, che protegge l'Ara Pacis, sia un intervento invasivo da rimuovere ma, ovviamente, non e' una priorita'". A parlare il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso della sua prima conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio in Protomoteca. "Ci impegniamo - ha ribadito Alemanno - a rivedere gli interventi negativi fatti nel centro storico dalla precedente amministrazione, ma ovviamente ci sono prima da affrontare altre emergenze in altre parti della citta'". Lo stesso discorso, ha concluso Alemanno, vale anche per la questione dei sanpietrini di Via Nazionale.
"Le dichiarazioni di Alemanno sull'intento di demolire la teca dell'Ara Pacis se confermate sarebbero il segno di un'autentica follia". Questa e' la replica del neodeputato ed ex Assessore all'Urbanistica Roberto Morassut alle dichiarazioni rese oggi dal neosindaco di Roma Gianni Alemanno. "Il neoeletto Sindaco - prosegue Morassut - anziche' proporre la realizzazione di una nuova struttura culturale propone l'abolizione di un museo esistente. La nuova Amministrazione Comunale non intende dare qualcosa in piu' a Roma ma intende togliergli qualcosa che gia' ha".Secondo Morassut "si rispolvera, forse inconsciamente, un'idea da piccone demolitore di nota memoria dell'urbanistica e dell'architettura. Voglio ricordare ad Alemanno che l'urbanistica e l'architettura non si fanno con l'ideologia ma con la saggezza e l'equilibrio di una sana visione culturale come quella che ha portato nel nuovo PRG a salvaguardare le realizzazioni architettoniche del fascismo e non a decretarne il declassamento". "Si ignora - dice ancora Morassut - che il museo dell'Ara Pacis oggi e' uno dei piu' visitati dai cittadini romani e dai turisti, un motore dell'industria culturale e turistica che fa bene all'economia cittadina". "E' stupefacente come si ignori il fatto che la demolizione di un'opera pubblica inaugurata da poco tempo e per la quale l'Amministrazione uscente e' stata assolta in tutti i gradi di giudizio dalla Giustizia Amministrativa rischierebbe inevitabilmente di aprire una procedura di false spese presso la Corte dei Conti e per produrre quindi un danno erariale". "Con questa affermazione - conclude Morassut - Alemanno contraddice i primi propositi verbali ispirati ad equilibrio e ragionevolezza e la spara grossa tornando dopo 24 ore ad essere il capo di una parte e non il sindaco di tutti i romani". SECONDO ME è UNA FOLLIA, CHE OLTRE A PROVOCARE UN'INGENTE SPRECO DI SOLDI, è UN'ATTENTATO ALL'OPERA D'ARTE IN Sè CHE è LA TECA DI MEYER... Che ne pensate? Chi è Alemanno?
Chi è GIANNI ALEMANNO?
*Negli anni '80, da segretario nazionale
Ed anche se era stata promessa, è durata poco la sincerità antifascista del candidato del popolo della libertà. Di fronte al miraggio di espugnare il Campidoglio, la Fiamma neofascista ha fatto evaporare l’acqua di Fiuggi. Gianni Alemanno sente forte il richiamo della foresta quando chiede l'appoggio – come ha fatto per tutta la campagna elettorale - dei camerati della Destra di Storace e di Romagnoli nell’alleanza che al ballottaggio del 27 e 28 aprile cercherà di colmare il distacco di oltre 84.000 voti che li separa da Francesco Rutelli. L’annuncio che non vi sarà apparentamento con gli estremisti di destra di Storace è solo una mossa di facciata per salvaguardare l’immagine, già gravemente compromessa, di un candidato sindaco, Gianni Alemanno, che non nasconde di portare al collo, sotto la camicia ben stirata, una catenina con la croce celtica, simbolo neofascista. Del resto l’appello rivolto alla destra estrema ad appoggiare i candidati della Pdl ai ballottaggi da un capo all’altro della Penisola, era venuto dallo stesso Berlusconi. Solo la reazione forte della Comunità ebraica ha impedito, per ora, un’ufficializzazione dell’alleanza. Il tentativo di ottenere un appoggio elettorale sottobanco, mostrando in pubblico la faccia per bene mentre si tratta per avere i voti dei fascisti dichiarati, è nei fatti un pezzo fondamentale della strategia messa in campo dal Pdl nella competizione elettorale capitolina. Altro che proclami sulla sicurezza: i voti che gli mancano Alemanno li può pescare solo nelle frange estreme e pericolose del neofascismo romano.
Ecco alcuni amici di Alemanno...
La destra dei no a Roma Iniziamo a preoccuparci!, ALTRO CHE SICUREZZA! SIAMO SICURI DI CHI PARLIAMO! NON CI ASTENIAMO ZERO - inchiesta sull'11 settembre
Da giovedì 24 Aprile in programmazione al Politecnico Fandango:
"ZERO - inchiesta sull'11 settembre" di Giulietto Chiesa, Franco Fracassi, Thomas Torelli, Francesco Trento, Paolo Jormi Bianchi Giovedì 24 aprile, alle ore 21.00 ci sarà un incontro con gli autori; orari delle proiezioni: 18.30/ 20.30/ 22.30; tutti i giorni, compreso il lunedì Sinossi ZERO è un film documentario che rompe il muro del silenzio, un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti.Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale. Immagini di repertorio inedite ed esclusive, documenti ufficiali, ricostruzioni in computer grafica, permettono allo spettatore di riconsiderare i fatti da punti di vista diversi e riuscire a guardare di nuovo, in maniera critica, le immagini dell’11 settembre 2001. Politecnico Fandango G. B. Tiepolo 13a, Roma Ingresso 4.50/5.50, più tessera associativa (2€) Tel:+390636004240 www.fandango.it Il "nostro" premierEcco il VOSTRO nuovo premier... perchè il mio di certo non lo è...
![]() Il mio paese, la mia Italia, non può avere un PREGIUDICATO MAFIOSO come capo del governo!! Accusato di:
Un CRIMINALE non può essere PREMIER!!!!!! Il mio paese non può essere governato da un uomo che possiede:
Non può un premier controllare le fonti d'informazione NAZIONALI! Non può un premier, attraverso le leggi AD PERSONAM, evitare un processo giudiziario ed ARRICCHIRSI. Non può un premier essere associato ad un partito INDEGNO chiamato LEGA NORD, il quale considera i concittadini del Sud come FECCIA, e che in un' altra nazione d'Europa verrebbe immediatamente eliminato (dato che di fonda su principi fascio-razziste!). Non può essere il nostro premier... ![]() Ecco dove siamo arrivati... Quarto Governo Berlusconi
I CANDIDATI CONSIDERATI "SICURI" Berlusconi ha nei giorni scorsi parlato di alcune pedine sicure: GIANFRANCO FINI dovrebbe non essere al governo ma andare alla presidenza della Camera, GIULIO TREMONTI tornare all'Economia. Il Cavaliere ha anche detto che GIANNI LETTA sarà promosso ministro ma in un posto molto vicino al presidente del Consiglio cosa che ha fatto pensare per lui al ruolo di vicepresidente del Consiglio al quale però potrebbe essere accompagnato anche un incarico come quello degli Interni. FRANCO FRATTINI è stato indicato per gli Esteri, LUCIO STANCA per l'organizzazione e l'informatizzazione della pubblica amministrazione (cosa che farebbe supporre per lui un posto da ministro senza portafoglio alla Funzione pubblica e innovazione). Berlusconi ha anche detto, al momento della formazione delle liste per la Sicilia, che STEFANIA PRESTIGIACOMO avrebbe avuto un posto da ministro così come GIANFRANCO MICCICHE' avrebbe riavuto la delega per il Sud (nel precedente governo Berlusconi era viceministro all'Economia con questa delega). COME INDIVIDUARE GLI ALTRI MINISTRI Per individuare gli altri ministri si può tenere conto che la suddivisione più accreditata emersa dopo il voto prevede 6 ministri di Forza Italia, 4 di An e 2 della Lega, considerando la cosiddetta "pari dignità" fra Forza Italia ed i suoi due alleati. Si deve anche tener conto che Berlusconi stesso ha detto che 4 ministri saranno donne (ha parlato di 4 su 12, ma potrebbe anche qui essere usato l'espediente di considerare anche i ministri senza portafoglio. I NOMI IN CAMPO Per individuare gli altri nomi va considerato che nel pacchetto delle nomine rientrano anche altri fattori come la presidenza delle Camere ed il posto da governatore in Lombardia. Il futuro ruolo dell'attuale governatore della Lombardia ROBERTO FORMIGONI è un tassello che potrebbe sbloccare più di una casella. Formigoni non ha fatto mistero di poter lasciare il suo posto (che sarebbe rivendicato dalla Lega) o per la presidenza del Senato o per il ministero degli Esteri. A palazzo Madama punta però anche RENATO SCHIFANI, mentre gli Esteri sembrano prenotati da Frattini. Per Forza Italia sono in pista per un ministero: MAURIZIO LUPI (Sanità), SANDRO BONDI (Istruzione), PAOLO BONAIUTI (Cultura), ELIO VITO (Rapporti con il Parlamento), MARA CARFAGNA (Welfare o Famiglia), CLAUDIO SCAJOLA (Attività produttive). Troppi. Per la Lega si fanno i nomi di UMBERTO BOSSI (vicepresidente del Consiglio), ROBERTO MARONI (Interni o Welfare), ROBERTO CALDEROLI (Riforme) e ROSI MAURO (Agricoltura o Welfare). Per An i nomi in lizza sono: IGNAZIO LA RUSSA (dato sicuro alla Difesa), ALFREDO MANTOVANO o GIULIA BONGIORNO (Giustizia), ADRIANA POLI BORTONE o GIANNI ALEMANNO (Agricoltura), ALTERO MATTEOLI (Infrastrutture). Quelli scritti con carattere più grande, son quelli che mi lasciano più sconcertato, ma gli altri non sono da meno. Bisogna preoccuparsi seriamente.
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