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Serata benefit per Christian e Andrea

Serata benefit per Christian e Andrea due compagni antifascisti detenuti nelle carceri tedesche per aver partecipato ad azioni antifasciste e costretti al loro interno solo perche' continuano a dichiarare il loro antifascismo

Giovedi 15 maggio 2008 dalle ore 21 cena, bar e proiezioni video sul lavoro antirepressione/anticarcerario a Berlino

al L38 Squat / Laurentinokkupato Via Giuliotti 8x (sesto ponte del Laurentino) Roma

Ci si arriva con il bus 776 dalla fermata della Metro B Laurentina


Christian è un antifascista berlinese attualmente incarcerato a Berlino, in Germania. In questi ultimi anni ha subito una serie d'arresti, accuse e persecuzioni giudiziarie. Il caso del militante che dovrebbe essere imprigionato fino a Settembre 2010, sarà presto portato alla corte europea dei diritti dell'uomo.
Tutto è iniziato nel marzo del 2000, quando Christian è stato arrestato durante una contro-manifestazione antifascista. É accusato di aver lanciato una pietra in direzione della manifestazione di nazi. Il giudizio che ha chiuso il processo lo condanna a 10 mesi di prigione con rinvio, applicabili nel caso in cui il militante dovesse avere a che fare con la giustizia nei 4 anni seguenti.
Il I maggio 2004 Christian è arrestato una nuova volta dopo aver rovesciato una macchina per bloccare una sfilata di neonazisti. Condannato a 3 anni di prigione nel dicembre 2004, chiede l'appello a questa sentenza.
Ma dovrà rinunciare al suo ricorso a seguito di un ricatto riguardante una seconda storia.
Questo nuovo processo riguarda un accusa portata da dei poliziotti del LKA64 (Landeskriminalamt: polizia criminale, la sezione 64 è quella specializzata nei reati e crimini politici dell'estrema sinistra.). Questi poliziotti si sono presentati al processo mascherati con parrucche e false barbe, con il solo numero identificativo e non con i loro nomi, e muniti di una lettera del ministero dell'interno tedesco che proibiva loro di rispondere alle domande attinenti un certo numero di temi (tutti quelli che la difesa avrebbe voluto trattare).
Con l'aiuto di video che non provano niente riguardo il preteso reato, l'attivista è accusato di aver lanciato una bottiglia contro la polizia durante una manifestazione neonazista a Dresda il 13 febbraio 2005.
Resterà 11 mesi in detenzione preventiva (che normalmente non può superare i 6 mesi), durante i quali, affetto da epatite C, non riceverà, se non irregolarmente, la sua terapia.
Nonostante non ci sia un solo punto giuridicamente valido su cui si possa appoggiare questo giudizio, Christian viene condannato nel gennaio 2006 ad un anno di prigione. É a questo punto che il procuratore propone una trattativa: se Christian abbandona l'appello contro il precedente giudizio (relativo al I Maggio 2004) può uscire di prigione il tempo di rimettersi in salute prima di ritornarvi per scontare i 3 anni di arresto ai quali si aggiungono i 10 mesi che aveva in rinvio del 2000. In un primo tempo non ha voluto cedere a questa pressione, ma visto che il suo stato di salute stava diventando molto preoccupante senza le cure, alla fine ha accettato.
In seguito, è stato assolto in appello per l'affare di Dresda. Ma i poliziotti anonimi del LKA 64 l'hanno nuovamente incolpato di aver attacchinato dei manifesti satirici l'aprile scorso. Nuovo proscioglimento nel novembre 2007. Poi il maggio scorso lo arrestano per aver bruciato una macchina, accusa non supportata da alcuna prova da parte della polizia.
Quindi ritorna in prigione nel giugno 2007.
In dicembre l'amministrazione penitenziaria rifiuta la sua domanda di libertà condizionale e di riduzione della pena in ragione del "suo odio contro le organizzazione fasciste " e del suo ambiente, che, essendo allo stesso modo antifascista, potrebbe nuocere alla sua risocializzazione.
Niente di strano se si guarda la repressione attuata dallo stato tedesco contro le/gli antifascist* da qualche anno: accuse infondate di organizzazione terrorista, pene molto pesanti alla prigione, periodi molto lunghi di detenzione preventiva, processi intentati aventi come testimoni dei poliziotti anonimi provenienti dal LKA 64.
Adesso questo compagno è rinchiuso nella prigione di Plotzensee a Berlino.La situazione attuale è questa. Christian dovrebbe uscire il 13 novembre 2009; il 4 agosto 2008, però, scadono i 2/3 della pena e in Germania c'è la possibilità, anche se quasi mai usata, di uscire dopo 2/3 della pena. Quindi vogliamo lanciare un appello internazionale per il 19 giugno 2008, il giorno del compleanno di Christian, per fare delle azioni davanti l'ambasciata della Germania per esigere la libertà di Christian per il 4 Agosto 2008.


Per scrivere a Christian:
Johann Christian Sümmermann
BNR : 441/08/5
JVA Plötzensee
Lehrterstrasse 61
10557 Berlin
GERMANIA

Lettera aperta

Ancora una volta, a Verona, nel nostro paese, una vita è perduta per
l´aggressione da parte di giovani che hanno come idea guida il razzismo,
l´intolleranza del diverso. L´uso della violenza fisica e verbale è
segno di una scomparsa della capacità critica che spinge il violento a
proclamarsi giudice e boia del suo avversario dichiarato o anche di
qualsiasi categoria egli senta come nemica.
Il razzismo,come caccia al diverso, allo straniero, al povero, al deviante,
a chi non accetta di appartenere al gruppo;
la cultura sessista, omofoba, intollerante, escludente che nasconde la
paura e l´incapacità di misurarsi con altre culture, di mettersi in
discussione;
la mitizzazione e l´uso della forza, delle armi, dei coltelli che vengono
sfoderati e mostrati in ogni occasione;
la diffusione di numerose bande di adolescenti che incombono sui quartieri
di periferia portano un unico segno, quello dell´ideologia della
sopraffazione, dell´odio per le minoranze e le diversità. Sono figli di
una mistica razzista che si richiama ai principi fondanti dell´ideologia
fascista e nazista.
Nelle stanze di chi ha ucciso Nicola Tomassoli a Verona sono stati trovati
i simboli del fascismo e del nazismo. Sulle braccia di chi ha ucciso Renato
Biagetti a Roma erano tatuati i simboli della estrema destra.
Non vedere le dimensioni di questi fenomeni, anzi continuare a darne
interpretazioni riduttive significa non capire che non stiamo parlando di
`gruppetti´ e meno che mai di nostalgici ma di una parte di giovani
italiani che guarda al passato non solo come insieme di simboli ma come
prova che si può passare all´azione contro un mondo che non funziona e
non può funzionare proprio perché è democratico e tollerante.
Eppure questa violenza non si cancella con le rivisitazioni della nostra
storia ma piuttosto nel cercare di conoscere e capire come e perchè si
senta "escluso" e "potente" chi vive come una gara e una sfida costante la
vita della polis, qualunque sia la sua situazione geografica e anagrafica.

Le istituzioni, i massmedia, gli uomini di cultura sono chiamati a
rispondere rispettivamente della loro inerzia e dei tanti opportunismi che,
anche in queste ore, permettono di dare dignità di analisi socio-politica
a quelle che sono solo pericolose farneticazioni.
Se solo al primo assalto, alla prima aggressione, al primo saluto romano,
fossero state applicate tempestivamente le leggi che in Italia mettono al
bando il fascismo e il razzismo.
Se solo la parola sicurezza fosse interpretata come battaglia per una
cultura della tolleranza e del rispetto delle diversità.
Se solo la parola antifascismo, invece di essere messa ad equa distanza
dalla parola fascismo, fosse interpretata come l´azione continua dei
cittadini democratici contro ogni forma di razzismo e intolleranza.
Se solo continuassimo a considerarlo un valore fondante, Nicola e Renato
sarebbero ancora qui con noi.
E´ necessario interrogarci su cosa è oggi o che cosa può essere oggi
l'antifascismo.
Noi ne siamo convinte: l´antifascismo oggi significa diritti,
uguaglianza, partecipazione, pace.



Comitato Madri per Roma Città Aperta

FREE TIBET

LICEO SCIENTIFICO MORGAGNI. AULA MAGNA

Venerdì 16 maggio 2008, ore 18.15. Ingresso libero

FREE TIBET

Il popolo Tibetano ha rialzato il capo dopo quasi sessant'anni di crudele dominazione cinese, e leva alto il suo grido di libertà. Centinaia di monaci e laici barbaramente uccisi, imprigionati, torturati. Noi vogliamo testimoniare, principalmente con le note di una "musica dell'anima", la nostra vicinanza e solidarietà con le istanze di libertà di questo popolo antico e coraggioso, nella cui cultura e tradizione spirituale riconosciamo quei valori universali che rappresentano la parte migliore del nostro essere Uomini.

Partecipano i musicisti:

Siamak Guran  (voce, tambur, tar, daff)
Paolo Modugno  (dohol, daff, dairè, zamburak)
Eseguiranno musiche della tradizione  Sufi
"Una musica che scaturisce dall'incontro profondo fra gli individui che partecipano al rito, svolgendosi quindi, idealmente, all'interno del cuore di ognuno e di tutti insieme. La musica mistica esprime un desiderio di unione autentico e sentito, per  far risuonare la musicalità del cuore."


Massimo Alviti  (chitarra classica/synth,)
Alessandro Papotto  (clarinetto/sax soprano/flauto)
Musiche  originali di Massimo Alviti
" Le immagini della musica che scaturiscono dalle emozioni di momenti di vita vissuti. La musica fa da sfondo al film che la mente di ciascuno proietta con la propria creatività interiore."

Oscar Bonelli.       ( dudu, ney,  kaval, mei, esraj, surmandala, daff,morchan,  fujara )
"Poesie Musicali " di Oscar Bonelli
"Un percorso sonoro che porta il corpo in una catarsi dove la mente trova i binari per un viaggio senza tempo nè spazio; e il corpo diventa l'appendice del respiro, un viaggio tra sonorità ancestrali dove la voce riecheggia feste e preghiere"
Interventi di:

Stefano Corbi, Corinna Ricci, Antonello Brandi (presidente della Laogai Research Foundation Italia) ,Fereydoun Rangrazi, Dechen  (rappresentante Associazione Donne Tibetane in Italia)

ORGANIZZAZIONE: Stefano Corbi e Corinna Ricci.

Liceo Morgagni, via Fonteiana 125, Monteverde, Roma. Parcheggio interno. Tel 065894887 Patrocinio commissione cultura Comune di Roma

VENERDI 9 MAGGIO ORE 19 PIAZZA TRILUSSA

BASTA OMICIDI FASCISTI
VIVA LA NUOVA RESISTENZA

Un altro omicidio di stampo fascista riempie le cronache di questi
giorni. Nicola Tommasoli, 29 anni, è stato assassinato a Verona nella
notte del 1° maggio da una banda di cinque neonazisti. Lo hanno
ammazzato a calci e pugni, colpevole soltanto di avere un aspetto non
conforme, in quelle strade centrali della città veneta dove tutti i
giorni vengono aggredite e insultate le persone riconoscibili come
immigrate, frequentatrici dei centri sociali, antifasciste, alternative,
"diverse", le stesse categorie sociali messe nel mirino dalle deliranti
paranoie securitarie del sindaco Tosi, amico e alleato dei camerati
scaligeri.
Un omicidio che ha la sua genesi nel clima di odio e di intolleranza che
si respira non solo nel Veneto ma in tutto il paese, investito dalle
politiche securitarie di sindaci e politici di destra come di centro
sinistra che riducono le contraddizioni sociali (e il conflitto sociale
che ne deriva) a problema di ordine pubblico. Il nemico diventa il
lavavetri, il baraccato, il writer, l´occupante di case, il capellone,
la prostituta, lo straniero, additati come obiettivi da colpire a
un´opinione pubblica spaventata da campagne giornalistiche vergognose.
Si sorvola naturalmente sulle morti nei cantieri dove si lavora in nero,
sulla mancanza di case a prezzi sostenibili, sul carovita, sulla
precarizzazione generalizzata della vita di tutti e tutte noi, sulla
devastazione ambientale. Per nascondere i problemi reali e colpire
l´opposizione sociale si lanciano campagne di odio contro nemici immaginari.
In questo contesto i fascisti svolgono il ruolo di braccio armato. Nella
nostra città negli ultimi due anni si sono verificate centinaia di
aggressioni fasciste, di assalti a case occupate, centri sociali, sedi
di sinistra, singole persone. Come quella dove ha trovato la morte il
nostro compagno e fratello Renato Biagetti, a Focene, reo di frequentare
un luogo "di sinistra". Anche in quell´episodio si è parlato di "banale
rissa", si è detto che la politica non c´entrava, si è cercato di
minimizzare, come vergognosamente sta accadendo in questi giorni in
merito all´omicidio di Nicola, e come era già successo a Milano quando
fu assassinato il compagno Davide Cesare detto Dax. Come vergognoso è
l´atteggiamento del camerata Gianfranco Fini che getta la maschera
affermando essere più grave bruciare una bandiera che assassinare una
persona. Come vergognosi sono stati gli atteggiamenti di "equidistanza"
e di revisionismo storico assunti da tanti esponenti del sedicente
centro-sinistra.
Ma gli antifascisti e le antifasciste di questa città non hanno mai
piegato la testa in questi anni difficili, hanno continuato a praticare
l´antifascismo nella loro attività quotidiana, nelle lotte sociali,
nelle relazioni, nella solidarietà, nel contrasto determinato e
consapevole alle bande fasciste. Ancora più forte deve essere oggi la
nostra unità e determinazione, in questa fase storica infausta che vede
lo squadrista Alemanno conquistare il Campidoglio.
Anche questa volta, con rabbia e con dolore, non intendiamo abbassare la
testa.
Invitiamo tutti e tutte a mobilitarsi venerdi 9 maggio dalle ore 19 a
Piazza Trilussa a Trastevere per dare una prima risposta di "questa
città ribelle e mai domata" alla violenza fascista e alla deriva
securitaria. Analogamente invitiamo tutti e tutte a riempire i pulmann
che ci porteranno a Verona sabato 17 maggio per la manifestazione
nazionale antifascista in ricordo di Nicola.

IL FUTURO CI APPARTIENE

Gli antifascisti e le antifasciste di Roma

VENERDI 9 MAGGIO ORE 19 PIAZZA TRILUSSA
Piazza Trilussa

ALEMANNO: VIA LA TECA DI MEYER DALL’ARA PACIS (Pura follia)

ALEMANNO: VIA LA TECA DI MEYER DALL’ARA PACIS (Pura follia)
 
 
"Credo che la Teca di Richard Meyer, che protegge l'Ara Pacis, sia un intervento invasivo da rimuovere ma, ovviamente, non e' una priorita'". A parlare il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso della sua prima conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio in Protomoteca. "Ci impegniamo - ha ribadito Alemanno - a rivedere gli interventi negativi fatti nel centro storico dalla precedente amministrazione, ma ovviamente ci sono prima da affrontare altre emergenze in altre parti della citta'". Lo stesso discorso, ha concluso Alemanno, vale anche per la questione dei sanpietrini di Via Nazionale.

"Le dichiarazioni di Alemanno sull'intento di demolire la teca dell'Ara Pacis se confermate sarebbero il segno di un'autentica follia". Questa e' la replica del neodeputato ed ex Assessore all'Urbanistica Roberto Morassut alle dichiarazioni rese oggi dal neosindaco di Roma Gianni Alemanno. "Il neoeletto Sindaco - prosegue Morassut - anziche' proporre la realizzazione di una nuova struttura culturale propone l'abolizione di un museo esistente. La nuova Amministrazione Comunale non intende dare qualcosa in piu' a Roma ma intende togliergli qualcosa che gia' ha".Secondo Morassut "si rispolvera, forse inconsciamente, un'idea da piccone demolitore di nota memoria dell'urbanistica e dell'architettura. Voglio ricordare ad Alemanno che l'urbanistica e l'architettura non si fanno con l'ideologia ma con la saggezza e l'equilibrio di una sana visione culturale come quella che ha portato nel nuovo PRG a salvaguardare le realizzazioni architettoniche del fascismo e non a decretarne il declassamento".

"Si ignora - dice ancora Morassut - che il museo dell'Ara Pacis oggi e' uno dei piu' visitati dai cittadini romani e dai turisti, un motore dell'industria culturale e turistica che fa bene all'economia cittadina". "E' stupefacente come si ignori il fatto che la demolizione di un'opera pubblica inaugurata da poco tempo e per la quale l'Amministrazione uscente e' stata assolta in tutti i gradi di giudizio dalla Giustizia Amministrativa rischierebbe inevitabilmente di aprire una procedura di false spese presso la Corte dei Conti e per produrre quindi un danno erariale". "Con questa affermazione - conclude Morassut - Alemanno contraddice i primi propositi verbali ispirati ad equilibrio e ragionevolezza e la spara grossa tornando dopo 24 ore ad essere il capo di una parte e non il sindaco di tutti i romani".

SECONDO ME è UNA FOLLIA, CHE OLTRE A PROVOCARE UN'INGENTE SPRECO DI SOLDI, è UN'ATTENTATO ALL'OPERA D'ARTE IN Sè CHE è LA TECA DI MEYER...

Che ne pensate?
 
  

Chi è Alemanno?


 

Chi è GIANNI ALEMANNO?

 

  GIANNI ALEMANNO

 

*Negli anni '80, da segretario nazionale
del Fronte della Gioventù, viene arrestato 3 volte.

*1981 Roma, assieme ad altri aggredisce con spranghe uno studente di 23
anni.

*1982 Roma, "lancia una molotov contro l'ambasciata Urss". 8 mesi a
Rebibbia

*1989 Nettuno, assieme ad altri in cella per "resistenza aggravata a un
pubblico ufficiale", "blocco di un corteo ufficiale" e "lesioni ai
danni di
due poliziotti"

 

Ed anche se era stata promessa, è durata poco la sincerità antifascista del candidato del popolo della libertà. Di fronte al miraggio di espugnare il Campidoglio, la Fiamma neofascista ha fatto evaporare l’acqua di Fiuggi. Gianni Alemanno sente forte il richiamo della foresta quando chiede l'appoggio – come ha fatto per tutta la campagna elettorale - dei camerati della Destra di Storace e di Romagnoli nell’alleanza che al ballottaggio del 27 e 28 aprile cercherà di colmare il distacco di oltre 84.000 voti  che li separa da Francesco Rutelli. L’annuncio che non vi sarà apparentamento con gli estremisti di destra di Storace è solo una mossa di facciata per salvaguardare l’immagine, già gravemente compromessa, di un candidato sindaco, Gianni Alemanno, che non nasconde di portare al collo, sotto la camicia ben stirata, una catenina con la croce celtica, simbolo neofascista.

Del resto l’appello rivolto alla destra estrema  ad appoggiare i candidati della Pdl ai ballottaggi da un capo all’altro della Penisola, era venuto dallo stesso Berlusconi. Solo la reazione forte della Comunità ebraica ha impedito, per ora, un’ufficializzazione dell’alleanza. Il tentativo di ottenere un appoggio elettorale sottobanco, mostrando in pubblico la faccia per bene mentre si tratta per avere i voti dei fascisti dichiarati, è nei fatti un pezzo fondamentale della strategia messa in campo dal Pdl nella competizione elettorale capitolina. Altro che proclami sulla sicurezza: i voti che gli mancano Alemanno li può pescare solo nelle frange estreme e pericolose del neofascismo romano.

 

Ecco alcuni amici di Alemanno...

  

  

  

La destra dei no a Roma
Hanno detto No all'Auditorium, No al Piano Metropolitane, No ai piani per l'edilizia economica e popolare, No all'Ara Pacis, No al Nuovo Piano Regolatore, No al Patto per la mobilità, No al Piano per l'emergenza abitativa, No al Nuovo Centro Congressi dell'Eur, No al Piano Regolatore Sociale, No ai Patti territoriali per Ostia..

Iniziamo a preoccuparci!, ALTRO CHE SICUREZZA! SIAMO SICURI DI CHI PARLIAMO! NON CI ASTENIAMO
TAPPIAMOCI IL NASO! Votiamo RUTELLI, poi ne riparliamo..

ZERO - inchiesta sull'11 settembre

Fandango
 
 
Da giovedì 24 Aprile in programmazione al Politecnico Fandango:

"ZERO - inchiesta sull'11 settembre"
di Giulietto Chiesa, Franco Fracassi, Thomas Torelli, Francesco Trento, Paolo Jormi Bianchi

Giovedì 24 aprile, alle ore 21.00 ci sarà un incontro con gli autori; orari delle proiezioni: 18.30/ 20.30/ 22.30; tutti i giorni, compreso il lunedì

Sinossi

ZERO è un film documentario che rompe il muro del silenzio, un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti.Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale. Immagini di repertorio inedite ed esclusive, documenti ufficiali, ricostruzioni in computer grafica, permettono allo spettatore di riconsiderare i fatti da punti di vista diversi e riuscire a guardare di nuovo, in maniera critica, le immagini dell’11 settembre 2001.

Politecnico Fandango
G. B. Tiepolo 13a, Roma
Ingresso 4.50/5.50, più tessera associativa (2€)
Tel:+390636004240

www.fandango.it

Il "nostro" premier

 
Ecco il VOSTRO nuovo premier... perchè il mio di certo non lo è...



Il mio paese, la mia Italia, non può avere un PREGIUDICATO MAFIOSO come capo del governo!!
 
Accusato di:
  1. corruzione sul lodo Mondadori;
  2. Caso All Iberian: 1,23 miliardi di lire in tangenti al PSI di Craxi;
  3. Caso Lentini: falso in bilancio;
  4. Caso All Iberian 2: assolto poichè il reato non fu più previsto dalla legge in seguito alle riforme del secondo governo Berlusconi;
  5. Consolidato Finivest;
  6. Spartizione pubblicitaria Rai - Finivest;
  7. Traffico di droga
  8. Falso in bilancio, FRODE fiscale, appropriazione indebita sui DIRITTI TELEVISIVI;
  9. Mazzette a David Mills, CORRUZIONE GIUDIZIARIA;
  10. Falsa testimonianza sul caso P2;
  11. Indagato come MANDANTE insieme a Dell'Utri delle stragi del 1992/1993 contro Maurizio Costanzo, PAOLO BORSELLINO e GIOVANNI FALCONE;
  12. Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo;
 
Un CRIMINALE non può essere PREMIER!!!!!!

Il mio paese non può essere governato da un uomo che possiede:
  • Medusa Cinema
  • Mediaset
  • AC Milan
  • Mediolanum Banca
  • Mondadori
  • Blockbuster
  • il quotidiano 'Libero'
  • il quotidiano 'Il Giornale'
Non può un premier controllare le fonti d'informazione NAZIONALI!
Non può un premier, attraverso le leggi AD PERSONAM, evitare un processo giudiziario ed ARRICCHIRSI.
Non può un premier essere associato ad un partito INDEGNO chiamato LEGA NORD, il quale considera i concittadini del Sud come FECCIA, e che in un' altra nazione d'Europa verrebbe immediatamente eliminato (dato che di fonda su principi fascio-razziste!).
 
Non può essere il nostro premier...
 

 
 
Ecco dove siamo arrivati...

Il vecchio maestro (fascista)

La Repubblica

Ma che sconcio... imbarazzante.

Quarto Governo Berlusconi

L'immagine “http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_monarchia.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

I CANDIDATI CONSIDERATI "SICURI"

Berlusconi ha nei giorni scorsi parlato di alcune pedine sicure: GIANFRANCO FINI dovrebbe non essere al governo ma andare alla presidenza della Camera, GIULIO TREMONTI tornare all'Economia. Il Cavaliere ha anche detto che GIANNI LETTA sarà promosso ministro ma in un posto molto vicino al presidente del Consiglio cosa che ha fatto pensare per lui al ruolo di vicepresidente del Consiglio al quale però potrebbe essere accompagnato anche un incarico come quello degli Interni. FRANCO FRATTINI è stato indicato per gli Esteri, LUCIO STANCA per l'organizzazione e l'informatizzazione della pubblica amministrazione (cosa che farebbe supporre per lui un posto da ministro senza portafoglio alla Funzione pubblica e innovazione). Berlusconi ha anche detto, al momento della formazione delle liste per la Sicilia, che STEFANIA PRESTIGIACOMO avrebbe avuto un posto da ministro così come GIANFRANCO MICCICHE' avrebbe riavuto la delega per il Sud (nel precedente governo Berlusconi era viceministro all'Economia con questa delega).

COME INDIVIDUARE GLI ALTRI MINISTRI

Per individuare gli altri ministri si può tenere conto che la suddivisione più accreditata emersa dopo il voto prevede 6 ministri di Forza Italia, 4 di An e 2 della Lega, considerando la cosiddetta "pari dignità" fra Forza Italia ed i suoi due alleati. Si deve anche tener conto che Berlusconi stesso ha detto che 4 ministri saranno donne (ha parlato di 4 su 12, ma potrebbe anche qui essere usato l'espediente di considerare anche i ministri senza portafoglio.

I NOMI IN CAMPO

Per individuare gli altri nomi va considerato che nel pacchetto delle nomine rientrano anche altri fattori come la presidenza delle Camere ed il posto da governatore in Lombardia.

Il futuro ruolo dell'attuale governatore della Lombardia ROBERTO FORMIGONI è un tassello che potrebbe sbloccare più di una casella. Formigoni non ha fatto mistero di poter lasciare il suo posto (che sarebbe rivendicato dalla Lega) o per la presidenza del Senato o per il ministero degli Esteri. A palazzo Madama punta però anche RENATO SCHIFANI, mentre gli Esteri sembrano prenotati da Frattini.

Per Forza Italia sono in pista per un ministero: MAURIZIO LUPI (Sanità), SANDRO BONDI (Istruzione), PAOLO BONAIUTI (Cultura), ELIO VITO (Rapporti con il Parlamento), MARA CARFAGNA (Welfare o Famiglia), CLAUDIO SCAJOLA (Attività produttive). Troppi.

Per la Lega si fanno i nomi di UMBERTO BOSSI (vicepresidente del Consiglio), ROBERTO MARONI (Interni o Welfare), ROBERTO CALDEROLI (Riforme) e ROSI MAURO (Agricoltura o Welfare).

Per An i nomi in lizza sono: IGNAZIO LA RUSSA (dato sicuro alla Difesa), ALFREDO MANTOVANO o GIULIA BONGIORNO (Giustizia), ADRIANA POLI BORTONE o GIANNI ALEMANNO (Agricoltura), ALTERO MATTEOLI (Infrastrutture).

Quelli scritti con carattere più grande, son quelli che mi lasciano più sconcertato, ma gli altri non sono da meno. Bisogna preoccuparsi seriamente.

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